Storia Bitter

“Bitter” era chiamato tutto il versante pascolivo sotto i Monti Laura a Angelo. Prima della guerra c’era già un “casòn” ricovero di pastori provenenti dall’Alpago. In tempi lontani, il versante interno era meno boscoso di oggi, ed erano più vaste le porzioni dedicate al pascolo di ovini e bovini. La necessità di procurarsi legname da riscaldamento e da lavoro faceva sì che il bosco non prendesse mai il completo sopravvento sul prato. La famiglia Tinor tramanda una lunga tradizione di pascolo in loco, limitato ai due mesi più caldi dell’anno.

Nel 1953 la Forestale fece costruire, nei pressi del rudere del vecchio “casòn”, una baracca in pietra e cemento, con tetto in lamiera, al servizio dei boscaioli e dei pastori che ancora operavano in zona. Baracche dello stesso tipo furono costruite in “Molassa”, in “Provagna” ed in “Cuosta Petour”. Gli eventi atmosferici uniti ad un certo abbandono causarono il deterioramento dei muri e del tetto, tanto che la baracca diventò impraticabile. Il Comune di Barcis decise allora di ristrutturarla. Sull’iniziale costruzione ad un piano, con tetto spiovente ad una falda in lamiera, nel 1997-98 fu innalzato un secondo piano in legno, con tetto a due falde. In questo modo si dotò il ricovero di una zona cucina con caminetto ed un dormitorio per 10-12 persone.

Nel 2002 la casera, notata da alcuni soci del Gruppo Montagna di Fiume Veneto, fu ritenuta in posizione idonea per essere utilizzata come base di attività escursionistiche e ricreative. L’altezza altimetrica (m. 1139, nè troppo alta nè troppo bassa), la distanza dai punti di partenza (2 ore circa dalla Pentina o dal Prescudin: ci sale chi vuole appartarsi nella natura), la sua dimensione, ideale per piccoli gruppi, il fatto di essere immersa in un fresco e fitto bosco di faggi (legname per riscaldamento non manca mai) furono i fattori decisivi. Unico punto dolente è la mancanza di una sorgente nelle vicinanze: l’acqua potabile deve essere quindi portata a spalla.

La collaborazione fra la Comunità di Barcis, proprietaria del ricovero, e il Gruppo Montagna F.V., che ha fornito la manodopera, ha consentito la costruzione di due rampe di scale esterne per l’accesso al dormitorio (dotato ora di brandine e coperte), l’installazione di una cisterna di raccolta per l’acqua piovana, l’allargamento degli spiazzi antistante e laterale esterni, il recupero dei pendii adiacenti, la costruzione di una legnaia, l’allestimento della cucina con stufa a legna e suppellettili varie, nonché la costante manutenzione del fabbricato e del sentiero di accesso dalla Val Pentina. Nel 2011 è stata infine realizzata una tettoia in legno nello spazio antistante la casera così che anche con il cattivo tempo è possibile riunirsi numerosi attorno al grande tavolo esterno.